Capelli, Henné

Recensione henné Afshan

Vi avevo accennato che stavo provando un nuovo henné rosso freddo “freddissimo” che mi stava piacendo molto e che, a quanto pare, ha spodestato gli Zarqa dai negozietti etnici.

Buongiorno a tutti i visitatori, vecchi e nuovi! Senza troppi fronzoli, oggi voglio recensire il nuovo henné Afshan, che sta incuriosendo non poco, visto che ha sostituito lo Zarqa sugli scaffali dei nostri negozietti etnici di fiducia.

A più di qualcuno dei membri del mio gruppo FB Navicella d’Avorio è successo che, una volta recati dall’indianino, anziché lo Zarqa ci fossero scorte e scorte di un henné diverso e mai visto né sentito prima. Qualche scettico è tornato a casa a mani vuote con l’intento di attivare una ricerca di gruppo online, motivo per cui ho colto la palla al balzo per scrivere questo articolo. … Al contrario, qualcun’altro come me ha deciso di provare.

Lo ammetto, in realtà avevo già sentito parlare di questo henné prima di ritrovarmelo davanti: la mia collega admin Francesca ne aveva parlato benissimo, così, un giorno che avevo intenzione di rifornire solamente le mie dispense di olio di cocco KTC, ho beccato l’Afshan e ne ho subito presi due pacchi. Costava pochissimo, qualcosa come 2€, e sapevo già di andare sul sicuro.

Com’è stata la mia esperienza?

Innanzitutto mi sono ritrovata davanti a della polvere verde scuro con un potere tintorio fortissimo, infatti se per caso per errore ti macchi un dito mentre prepari l’impasto e non te ne accorgi… puoi benissimo dire addio al colore della tua pelle. … Polvere che, una volta aggiunta l’acqua, e di più post ossidazione, varia subito in un bel color cioccolato.

Si tratta di una polvere molto fine che svolazza nell’aria per quanto è leggera. Devo dire che anche a lavarla non ho avuto grossi problemi, mi è sembrata solo un po’ sabbiosa quando l’ho vista rimanere sul fondo della vasca. Ma noi hennatrici seriali non ci facciamo spaventare.

 

Ho preparato questo henné per applicarlo sulla mia testolina già due volte, a ottobre 2019 e a gennaio 2020, ed entrambe le volte ho creato un impasto mescolando la polvere con due dosi di gel di amido di mais (e acqua all’occorrenza). La prima volta, invece dell’acqua ho usato un infuso di frutti rossi ed è venuto un gel rosa; la seconda volta invece ho spolverato un po’ di curcuma nell’acqua assieme alla maizena, appunto, e un cucchiaio di aceto di mele, ottenendo un gel giallino.

Comunque, ogni volta che faccio l’henné, io mi preoccupo di versare almeno un cucchiaio di sostanza acida, che sia prima o dopo non importa, dunque l’aceto di mele è sempre presente. Idem per quanto riguarda neem e shikakai, che sono le mie erbette magiche: la prima mi ha aiutata molto contro la tipica forforina da inverno che viene a tanti a gennaio (chissà perché poi, sarà il freddo?); la seconda invece mi aiuta a rendere lavante l’impacco di henné, in modo tale da non aver bisogno di usare lo shampoo al risciacquo (cosa che tira via parecchio henné che ancora si sta attaccando).

Cerco sempre di far ossidare l’impasto per almeno una decina di ore prima di applicarlo, in modo tale da rilasciare i pigmenti coloranti che mi servono per stratificare, ovvero quelli freddi. I pigmenti caldi/ramati sono quelli più semplici da ottenere, poiché basta preparare con semplice acqua calda, un po’ di limone e tenere poco tempo in posa. Il freddo/ciliegia richiede qualche attenzione in più, come pose più lunghe, ossidazione per il rilascio dei pigmenti coloranti più strong, congelamenti in freezer e scongelamenti vari.

 

Io applico sempre l’henné sui capelli asciutti e sporchi, la sera prima del giorno della settimana in cui ho prefissato lo shampoo. In parole povere, se per me il giorno per lo shampoo è il venerdì, io applico l’henné sui capelli il giovedì sera dopo cena, poco prima di andare a dormire. Ovviamente sapendo che l’indomani mattina non ho impegni. L’ultima volta ho praticamente iniziato ad applicarlo col mio metodo a mezzanotte. Ci impiego solitamente un’ora circa, e poi sono andata a dormire verso l’una. La mattina alle 10 ero con i capelli risciacquati, con in posa il balsamo. Preferisco tenere in posa l’henné di notte perché in questo modo ho possibilità di lasciarlo agire molte ore senza stressare troppo il collo e la cervicale, visto che mi metto a letto, con la testa sul cuscino e sono a posto. Io davvero non so come facciano quelle ragazze che applicano l’henné durante il giorno e poi riescono a tenere quei chili in più sulla testa, senza stress, e continuando a portare a termine le faccende quotidiane per quattro-cinque ore: per me è assolutamente impossibile. Io finisco di applicare l’henné STREMATA e con le braccia tremolanti quasi, quindi vado a dormire praticamente all’istante, dato che la testa pesa alquanto. Sarà che ho tanti capelli, sarà che la mia cervicale è nata almeno 30 anni prima di me… Comunque ho elaborato questa tecnica, quindi non so, magari saperlo potrà dare spunti anche a voi. L’importante è tenere la testa al caldo durante la notte.

Tengo l’henné in posa tante ore perché lo voglio proprio vedere. Io ho i capelli abbastanza scuri e vere e proprie “ciocche” di capelli bianchi, quindi se facessi pose di un’ora come le normali tinte, o come consigliano spesso i produttori di henné, otterrei semplicemente un riflesso arancione e i capelli bianchi leggermente biondini/ramati. Perseverando con pose lunghe, ottengo una stratificazione che mantiene la chioma sul mogano/violino in base alla luce, riflessi che variano dal rubino al viola al sole e capelli bianchi che si trasformano in rossi. Lo stacco dei bianchi tra rosso e mogano è minimo rispetto al biondino ramato di una posa breve.

 

Una volta terminato il risciacquo della fanghiglia dalla testa, io consiglio sempre di aspettare almeno dieci minuti col balsamo sull’intera chioma (cute-radici-lunghezze-punte) perché l’henné potrebbe causare secchezza e difficoltà nel pettinare. Così facendo, invece, restituiamo alle lunghezze l’idratazione che ha tirato via l’henné (essendo di per sé naturalmente un seboregolante), e alla cute la morbidezza, visto che la fanghiglia durante la posa si è bene o male indurita e ha tirato di molto i capelli.

Non dimentichiamo a fine lavaggio – dopo il risciacquo accurato anche del balsamo – che bisogna versare il risciacquo acido che preferite, perché chiude le squame, mantiene i benefìci ottenuti dall’impacco ben sigillati nel fusto, ristabilisce il pH, lenisce la cute dallo stress delle ore di posa e mantiene il colore più a lungo.

 

Vi lascio uno slideshow delle storie sul mio Instagram che si riferiscono direttamente alla chioma appena hennata. Già nella foto in cui faccio colazione coi capelli imbalsamati si riescono ad apprezzare i riflessi viola.

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L’henné è bello perché è sempre una sorpresa: ogni luce regala riflessi e colori diversi e mozzafiato. Modestamente, ho una stratificazione di quasi sette anni, per questo ogni colore è così bello, pieno e luminoso. Al solito, gli henné che vengono venduti nei negozietti etnici hanno qualità super elevate, pertanto riusciamo ad apprezzare tutte le virtù che vengono decantate online: i capelli sono sempre corposi, lucidi, rimpolpati, grossi, disciplinati; la cute più pulita, sgrassata e scrubata dalla fanghiglia. E poi, diciamola tutta, lo stress del tempo di posa sulla cute stimola il microcircolo e quindi la crescita. -> I capelli con l’henné crescono più sani, belli e più velocemente.

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Conclusione: se avete intravisto questo henné e, da saggi quali siete, avete deciso di informarvi prima di comprarlo, sappiate che potete comprarlo! E’ ottimo se cercate un henné freddo o che comunque non esca ramato sulla vostra chioma; va benissimo per chi ha molti capelli bianchi perché con pose lunghe li rende rossicci, creando una bella texture dinamica di sfumature.

Se vi steste chiedendo se non faccia male tenere in posa l’henné per 8-10 ore: guardate la mia chioma. … Che appunto segue questa routine circa ogni 3 mesi dall’autunno del 2013.

 

Al solito, spero che questo articolo sia stato utile e abbia chiarito ogni vostro dubbio.

Vi ringrazio per la lettura, lasciatemi un saluto 🙂

Alla prossima!

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