Che tipo di capello ho?

Oggi vi propongo un articolo a tema capelli – che novità? – non solo simpatico, perché vi permette di inserirvi in una categoria, ma anche utile, perché vi permette di scegliere un trattamento mirato in base alle vostre necessità.

Buona giornata a tutto il pubblico di questo blog!

Come dicevo nell’introduzione, è molto utile capire che tipo di capello abbiamo, non solo perché dalla notte dei tempi l’uomo ogni tanto percepisce quella stranissima necessità di doversi catalogare e inserire per forza in un sistema schematico per sentirsi rappresentato… ma anche perché molto spesso, soprattutto noi donne, siamo ipercritiche e non riusciamo ad avere una visione obiettiva di ciò che siamo e di ciò che dobbiamo fare, in questo caso riguardo i capelli. Ma anche più semplicemente perché esistono diversi valori e tipi di capelli, e oggi li vedremo insieme!

Innanzitutto, scommetto che non sapevate che esiste uno schema per definire la forma dei nostri capelli. Eccola qua!

Io credo di essere un 2a, e voi?

 

Forma dei capelli a parte, ho avuto l’idea per la realizzazione di questo articolo prendendo spunto da un sondaggio che abbiamo ideato per essere usato come una sorta di presentazione per i nuovi membri del gruppo FB a tema capelli che gestisco, Navicella d’Avorio. Se siete membri di questo gruppo e non avete idea di cosa io stia parlando, vi consiglio vivamente e DI CORSA di andare a consultare il post fissato in alto, che, oltre al sondaggio, riporta il link al regolamento!!!

Questo sondaggio vi richiede di segnare una sola opzione: quella del vostro tipo di capelli. Ora vi elenco tutte le opzioni disponibili.

  • LISCIO fine, normale o grosso.
  • LEGGERMENTE MOSSO fine, normale o grosso.
  • MOSSO fine, normale o grosso.
  • RICCIO fine, normale, grosso,
  • AFRO.
  • CAPELLI TRATTATI.
  • Qualcuno si è sentito in dovere di aggiungere le opzioni MOSSO FINE E SENZA SENSO oppure CRESPO.

Vi sarete dunque accorti che questa classificazione considera sia la forma che la dimensione del vostro capello. A questi valori possiamo aggiungere, per distinguervi ulteriormente, la condizione della cute. La cute può essere secca, normale o grassa. con le varie tendenze (esempio: capelli normali, ma tendenti al grasso, come i miei).

Credo non ci sia bisogno di specificare che questa classificazione deve necessariamente basarsi su una situazione di capelli naturali in un momento normale, quindi non vale se avete fatto la piastra, il ferro e così via.

Nel caso in cui invece abbiate abusato di permanenti, tinte o trattamenti chimici in generale, quindi ritenete che i vostri capelli in questo momento non si trovino nella loro condizione, appunto, naturale o normale, potete inserirvi nella classe dei capelli TRATTATI. Questa definizione intende tutto e non intende niente, nel senso che più persone prese singolarmente in questa categoria potrebbero avere capelli diversi, a differenza di tutte le altre categorie in cui più o meno tutti i capelli si somigliano (a parte per il colore).

In questa sede, a proposito di categorizzazioni, non parleremo di colore, in quanto ritengo che la gamma di colori sia praticamente infinita, oltre che immensa, e per quello esiste già Pantone. 😛

 

Vogliamo iniziare a fare qualche distinzione?

La più diretta è quella, appunto, della tabella che vi ho mostrato sopra. FORMA. C’è poco da dire: bisogna solo inquadrarsi in base al puro senso della vista. Ad ogni modo distinguiamo tre macro categorie: i capelli lisci, i capelli mossi e i capelli ricci. Dopo di ché, è ovvio, esisteranno sottocategorie e ulteriori sottoclassi, ad esempio liscio spaghetto. leggermente mosso, molto ricci, e così via.

  1. Il LISCIO è quella forma che vede il capello dritto, includendo sia i lisci spaghetti che i lievemente a S più voluminosi.
  2. Il MOSSO è la via di mezzo che vede l’esistenza di curve a S definite.
  3. Il RICCIO invece è caratterizzato proprio da spirali, che possono essere più o meno strette.

Il consiglio che do sempre e comunque per disciplinare automaticamente i capelli, lucidarli e prevenire qualsiasi tipo di alterazione della forma (esempio: il crespo!) è il risciacquo acido. Si può fare alla fine di OGNI lavaggio ed è un toccasana! <3

 

"Only big hashtags!"😂🎶 #bundrop #sunset #sea #beach

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Adesso passiamo in rassegna le varie tipologie di chiome in base alle DIMENSIONI del singolo capello. Come facciamo a capire se il nostro capello è fine, normale o grosso?

  1. Il capello FINE è impalpabile, quasi non percepibile: è una striscia sottile e quasi addirittura trasparente. Spesso il capello fine si assottiglia ancora di più sulle punte, offrendo quello sgradevole effetto visivo di punte svuotate, povere, costringendo il/la proprietari@ a dover spuntare spesso per pareggiare, rendendo difficile la crescita e l’allungamento. L’ideale rimedio naturale per risolvere il problema sarebbe quello di aumentare le dimensioni del fusto con l’henné, che lo rafforza e irrobustisce.
  2. Il capello NORMALE è forse quello più diffuso: una via di mezzo tra fine e grosso, simile a un filo di cotone. L’importante per evitare che da normale si passi allo stadio di fine è tenere i capelli sotto controllo con degli impacchi nutrienti, come gli oli (Vedi l‘olio di cocco!).
  3. Il capello GROSSO dà quasi l’idea d’essere un crine di cavallo. Essendo il fusto così spesso e doppio, un capello grosso maltrattato ha molta possibilità di risolversi in una doppia punta (o addirittura in un albero di doppie punte!). E’ importante ricordarsi di fissare un appuntamento almeno ogni sei mesi con la parrucchiera di fiducia per spuntare regolarmente – anche se i capelli non sembrano rovinati! – per prevenire la nascita di doppie punte malefiche. Un paio di centimetri ogni sei mesi sono sufficienti. E prediligete il taglio pari: lo scalato espone le punte agli agenti atmosferici quindi benvenute punte sfibrate! (Vedi l‘articolo con i consigli per prevenire le doppie punte!).

 

Per quanto riguarda la CUTE, invece, potremmo trovarci a dover affrontare tantissime situazioni, anche problematiche, per esempio un cuoio capelluto sensibile, con dermatite, irritato, spellato…  ma non è questo il tempo e il luogo adatto, in più non sono competente in merito. In generale anche in questo caso esistono delle macro categorie che bene o male sono universali, e che dipendono direttamente dalla tendenza alla produzione di sebo, il quale è una sorta di “impacco” naturale grasso oleoso che la pelle cerca di inviare alle punte dei capelli e che dovrebbe attraversare le lunghezze, e, se non ci riesce, dovrebbe essere trascinato con una cinghialina (per ulteriori info leggi qui!).

  1. La cute SECCA è caratterizzata da una ridotta produzione di sebo. Le persone con capelli secchi potrebbero non sentire la necessità di lavarli anche per due settimane! Purtroppo però il capello secco risulta stopposo/paglioso, è difficile da pettinare e necessita di idratazione (Vedi cos’è il GAM!).
  2. La cute NORMALE ha una discreta produzione di sebo per cui le persone non si dannano né per la sensazione di capello stopposo, né tanto meno per la necessità tragica di dover lavare i capelli a giorni alterni. Se avete una cute non rompiscatole siete fortunati: baciate la terra dove camminate!
  3. La cute GRASSA produce dosi eccessive di sebo, per questo le persone “afflitte” da questo problema a volte si vedono obbligate a fare lo shampoo un giorno sì e l’altro no, oppure addirittura tutti i giorni. Il capello grasso viene spesso erroneamente aggredito per sgrassarlo: in realtà l’ideale sarebbe trattarlo con delicatezza, perché più la pelle viene sgrassata e più reagisce producendo sebo per proteggersi (Vedi cos’è il COWASH!).

Solo grandi successi, in sequenza mixata.

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Vediamo ora degli ulteriori valori per una classificazione ottimale del vostro tipo di capello.

QUANTITA‘. Ci avevate pensato? Non abbiamo tutti lo stesso numero di capelli. Ho sentito che normalmente in media le persone con i capelli chiari ne hanno di più rispetto alle persone con i capelli scuri, però come al solito non si tratta di una verità assoluta. Avete mai misurato il vostro girocoda? Ok, fatelo subito: prendete un metro da sarta, mettetevi a testa in giù e raccogliete tutti i vostri capelli in una coda al centro della testa: passate il metro da sarta e misurate la circonferenza di questa coda. Stringete bene il metro, non lasciate ballare i capelli in questo spazio.

  1. Chioma DIRADATA: meno di 5 cm. Se molto meno di 5 dovete andare da un medico a controllare che sia tutto a posto. :/ Se siete sotto controllo è possibile che oltre ad avere i capelli fini ne abbiate proprio pochi di numero. Avete mai sentito parlare dell’inversion method?
  2. Chioma NORMALE: tra i 6 e i 10cm. Ottimo! Il mio girocoda, l’ultima volta che l’ho misurato, era sui 9-10. 😀
  3. Chioma FOLTA: oltre gli 11 cm. Prendete in considerazione di fare un paio di side cut se vi pesa troppo la testa!!! <3

 

POROSITA‘. Ultimo valore, abbastanza relativo e difficile da calcolare. Necessario conoscerlo solo per capire che tipo di trattamenti fare e come farli per modificarne lo stato. Vi parlavo qui di questo concetto. Prendete una ciocca di vostri capelli dalla vostra spazzola personale (o raccoglietene un po’ per qualche giorno; sempre meglio di doverli tagliare per fare il test, no?) e immergeteli in un bicchiere di vetro pieno di acqua.

  1. I capelli POROSI vanno a fondo. Vuol dire che assorbono molta acqua, hanno le squame aperte quindi riescono ad assorbire nutrimento e idratazione molto rapidamente, ma le perdono altrettanto facilmente. Sembrano non volersi asciugare mai quando sono bagnati. C’è bisogno urgente di chiudere le squame dopo ogni impacco o lavaggio: nulla di meglio della combo impacco di olio / henné – balsamo – acqua fredda come risciacquo finale – risciacquo acido – phon freddo per ultimare la piega.
  2. I capelli MEDIAMENTE POROSI restano a mezza altezza nel bicchiere. E’ la situazione ideale, perché nutrimento e idratazione restano e non se ne scappano. Io preferisco ridurre la porosità al minimo, quindi suggerisco gli stessi trucchetti del punto precedente.
  3. I capelli NON POROSI restano a galla nel bicchiere d’acqua. Vuol dire che le squame sono ben chiuse e se il capello è disidratato o non nutrito sarà difficile apportare ciò di cui necessita. Al contrario, se sta in buone condizioni difficilmente lascerà scappare idratazione e nutrimento. Se gli impacchi faticano ad essere assorbiti, l’ideale sarebbe bagnare i capelli con acqua calda prima, perché il calore solleva le squame. Io faccio di tutto per rendere i miei capelli il meno porosi possibile, cosicché in estate io possa definitivamente abbandonare il phon: i capelli trattengono di meno l’acqua e di conseguenza si asciugano in 5 minuti all’aria. <3 Per questo uso balsamo, henné, risciacquo acido e via, tutti a divertirsi senza dover perdere tempo dietro a quel marchingegno infernale del phon!!! (Idem in inverno: impiego meno tempo col phon perché appunto l’acqua in eccesso viene assorbita dal telo e non dai capelli!).

 

[Qui trovate un articolo interessante che vi aiuterà a “misurarvi” i capelli!]

🌞A moment, a love, a dream aloud, a kiss, a cry, our rights, our wrongs🎶

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Ecco qua, una bibbia per la cura del capello in generale. <3

Al solito spero d’avervi informati e di essere stata utile a qualcuno.

Vi ringrazio come sempre per aver scelto questo blog e spero di rivedervi presto!

Alla prossima!!!

 

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