Come proteggere i capelli in estate?

Uno dei topic più frequentemente postati nel gruppo FB Navicella d’Avorio, il gruppo che gestisco, è sicuramente quello riguardante le richieste di cure specifiche per proteggere i capelli dal mare e dal sole.

Buongiorno a tutti gli amici lettori! Come va? State andando al mare? Io sì, anche se per ora ci sono riuscita solo nei week end – e devo dire che sono già un cozzo nero, come si suol dire dalle mie parti. <3

Oggi mi trovo a Verona, reduce dal concerto degli Imagine Dragons di ieri sera. Qualcun altro di voi c’è stato? 🙂

 

Ho pensato di pubblicare un articolo con una delle tematiche più richieste, nel periodo in cui probabilmente verrebbero più richieste 😛 , per questo il tema di oggi sarà: come proteggere i capelli in estate?

 

Innanzitutto bisogna dire che, così come il sole illumina le spiagge, allo stesso modo arriva nel giardino di casa, attraversa il finestrino della macchina, irradia le strade di città.

Così come ci proteggiamo al mare dobbiamo proteggerci altrove.

In poche parole, se fa caldo mentre andiamo a lavoro (o comunque NON stiamo andando al mare), anche se il mare lo vediamo col binocolo (o col telescopio…), dobbiamo comunque badare anche sia alla chioma che alla pelle. Alla pelle badiamo bene adoperando una crema con fattore solare sui punti esposti al sole, appunto, quindi soprattutto viso, decolté, braccia; ai capelli badiamo con altri accorgimenti specifici.

 

Ecco a voi la lista dei consigli.

  1. Se pensiamo al sole estivo, senza dubbio pensiamo automaticamente al calore, e quindi al sudore. Per i capelli (e per noi stessi) l’ideale per sopravvivere al caldo estivo è la treccia. La treccia, la coda, lo chignon: qualsiasi cosa li tenga ordinati, non esposti al vento, alla salsedine o al sudore, appunto. Quindi primo consiglio: legarsi i capelli. Non stretti, non costretti o tirati, ché poi ci manca solo che ci scoppia l’emicrania – e i capelli tirati troppo stretti 1) si staccano, 2) si spezzano. Qui ci sono le dritte per i capelli che si spezzano. Ma soprattutto: legate i capelli mentre dormite! Non lo dico solo perché fa caldo, ma a contatto con cuscino e materasso vi suda la cute, i capelli si ingrassano e sporcano più in fretta. I capelli sciolti, durante le nottate afose in cui siamo costretti a girarci mille volte attorno alle lenzuola per cercare di prendere sonno, si intrecciano e annodano in maniera quasi irreversibile come un grande rasta. A chi non è mai capitato di ritrovarsi i capelli della nuca tutti annodati?
  2. Se pensiamo al calore, automaticamente, invece, pensiamo a metterci all’ombra. Il secondo consiglio per non stressare i capelli col sole è: tenerli protetti, appunto all’ombra, oppure con l’aiuto di cappelli di paglia, bandane e via dicendo.
  3. La spiaggia invece è sinonimo di bagno in mare. La salsedine, essendo sale appunto, secca i capelli, per questo i capelli non dovrebbero rimanere a lungo a contatto con la salsedine. La prima cosa da fare, appena si esce dall’acqua salata – se li abbiamo immersi – è di sciacquare i capelli con acqua dolce il prima possibile. L’ideale sarebbe di farlo subito, quando sono ancora bagnati, evitando di farli asciugare. Se il vostro lido non mette a disposizione delle docce di acqua dolce per i bagnanti, potete ovviare al problema portando una bottiglia di acqua di rubinetto direttamente da casa.
  4. Come quando dicono che “il migliore contraccettivo è l’astinenza” – scusate il paragone 😛 – il miglior modo per evitare quel discorso di secchezza, schiaritura dovuta al sole, disidratazione, effetto paglia, nodi, capelli che vi fanno passare la voglia di vivere in generale… è di non immergerli in acqua. :/ Se ci riuscite potete semplicemente non bagnarli proprio. Io faccio così soprattutto quando ho i capelli appena lavati.
  5. Non serve fare lo shampoo tutti i giorni. Così come il sale, anche i lavaggi ravvicinati e frequenti aggrediscono i capelli. Non è necessario fare lo shampoo tutti i giorni: basta anche solo sciacquare con acqua dolce, oppure si può optare per il cowash, che è un tipo di lavaggio molto delicato che non fa uso dello shampoo. Andatevi a leggere cos’è!!!
  6. Quando si fa lo shampoo bisognerebbe tenere il balsamo in posa per restituire l’idratazione che il mare e il sole rubano ai capelli in generale. Cinque o dieci minuti sono più che sufficienti. ANCHE SE questa è un’operazione che dovreste fare abitualmente #bacchettona. NON vi venga in mente di mettere il balsamo al mattino prima di andare al mare pensando che protegga. Il balsamo, solitamente, contiene (anche se in piccole dosi) dei tensioattivi. In ogni caso è un prodotto a risciacquo! DEVE essere risciacquato, non va tenuto in posa senza risciacquo.
  7. Oltre agli impacchi idratanti, un ottimo impacco nutriente che rinvigorisce i capelli e gli ricorda di mantenersi sani, lucidi, elastici, e che gli impedisce di spezzarsi, soprattutto, è l’olio di cocco. Se avete già testato l’olio di cocco e non vi è piaciuto esistono centinaia di altri tipi di oli – che io non ho usato né comprato perché mi trovo da dio con quello di cocco. L’importante, ovviamente, è che siano puri e soprattutto che non contengano siliconi o derivati del petrolio. Quindi NON COMPRATE i cristalli liquidi o tutto quello che di oleoso trovate al supermercato che non sia certificato ecobio :@ [Io consiglio l’olio di cocco semplicemente perché si può trovare facilmente e applicare sui capelli asciutti: quasi tutti gli altri oli vanno applicati sui capelli umidi. L’olio per fare effetto deve restare in posa per tante ore, quindi quale vi conviene? … ]. Un’ottima cosa sarebbe anche portare i capelli impaccati di olio di cocco direttamente al mare: l’olio di cocco ha naturalmente circa un spf pari a 6, quindi oltre a nutrire protegge anche dai raggi ultravioletti del sole.
  8. Il bello dell’estate è che si può fare a meno del phon. Non tutti, non sempre, non a cuor leggero. Non credo sia necessario specificare che SE SOFFRITE CON LA CERVICALE, DI EMICRANIA, ecc, non mi rivolgo a voi… e che il modo corretto di asciugare i capelli prevede che l’umidità in eccesso venga prima assorbita con un telo? Ripeto, non credo di doverlo esplicitare. Io cerco di fare lo shampoo di mattina, tengo per un po’ i capelli in una T-shirt di cotone e poi vado in giardino al sole ad ultimare l’asciugatura. Un trucchetto: versate due goccine di olio essenziale di menta nel risciacquo acido: è subito circolo polare artico. Cinque minuti e sono fresca e coi capelli asciutti.
  9. Ve l’avevo già detto che l’henné diminuisce la porosità dei capelli? E’ così, per questo i miei capelli lunghi quasi un metro si asciugano in circa cinque minuti. Meno tempo da dedicare ai capelli, meno rotture di scatole, meno peso sulla cervicale, zero phon <3 #clubantiphon [henné rosso o neutro!]. In più, stare a lungo bagnati, indebolisce i capelli, li priva di elasticità e proteine. Sempre meglio uscire dall’acqua, rimuovere la salsedine, pettinarli e lasciarli asciugare.
  10. Spuntare a fine estate. L’ideale, come sapete, per evitare le punte rovinate, è tagliare i capelli. In estate i capelli sono più esposti agli agenti deturpanti, per questo è importantissimo, se non fondamentale, tenere d’occhio le punte. Queste vengono mantenute sotto controllo con un taglio fatto a mestiere, di netto, che tranci via tutto ciò che è stato sottoposto a sole, salsedine e così via. I capelli vanno spuntati almeno ogni sei mesi, mai meno spesso, quindi è importante che tagliate PRIMA dell’estate, e DOPO. Quindi se il taglio post estate avviene in settembre/ottobre, l’altro taglio dovrà essere più o meno in marzo/aprile. Quindi prima della bella stagione e dopo. Bisogna tagliarli anche prima semplicemente perché se per caso sono già rovinati, le punte brutte e cattive si alzeranno e andranno ad interessare anche la parte più alta della chioma, col risultato che se tagliate solo una volta all’anno dovrete tagliare molto di più rispetto a un taglio semestrale.

 

Ecco qua. Tutto chiaro? Se non vi va di seguire questi dieci comandamenti, a settembre non venite da me a lamentarvi che i capelli sono duri, schiariti sulle punte, sfibrati e chi più ne ha più ne metta.

Come dicevo prima, anche se nel mio articolo ho parlato molto di spiaggia, mare, sudore, questi consigli sono sempre validi, anche in città. Chi va al mare deve proteggersi dalla salsedine, chi va in città deve proteggersi dallo smog. E’ matematica.

 

Spero di esser stata utile con questi piccoli consigli, che tra l’altro non sono nemmeno tanto difficili da seguire, non c’è bisogno di una mente a parte per entrare nell’ottica.

Grazie di essere passati di qua, spero di rivedervi anche nel prossimo articolo!

Ciao, e buon proseguimento!