PERCHÉ ho scelto la coppetta mestruale

Ho parlato di come si usa, di quale coppetta mi piace di più, di come funziona… Ma effettivamente non ho mai spiegato la mia esperienza: cosa mi ha portato a compiere questa scelta. Articolo soggettivo in arrivo.

Buongiorno ragazze, che dite? Arriva l’estate? Non vedo l’ora, non sopporto più di usare il phon.

Come da intro, ormai saprete che vi ho spiegato di tutto a proposito della coppetta, anche come tagliare i gambetti, o quali sono i vantaggi, però non avevo mai detto la mia opinione a riguardo.
wpid-wp-1418495592479.jpegCioè, oramai la mia opinione l’avrete dedotta dai vari video, però secondo me è bene scrivere un articolo con la propria esperienza perché molte ragazze ancora sono scettiche o addirittura spaventate, e preferiscono cucinarsi l’inguine con gli assorbenti piuttosto che infilare una coppetta. Oppure ci sono ragazze che addirittura non hanno MAI sentito parlare di “coppetta mestruale”. Per noi adepte l’argomento è visto e rivisto, ma molte ancora non saprebbero nemmeno riconoscere l’oggetto se se lo ritrovassero davanti.

Iniziamo dal principio.

 

Molti anni fa, quando frequentavo ancora il liceo, desideravo diventare ginecologa, o almeno ostetrica. Mi piaceva studiare le dinamiche del corpo femminile, che potevano essere mosse da un obbligo fisiologico o da un puro senso di piacere soggettivo. Purtroppo io avevo problemi di mestruazioni dolorose e, siccome duravano qualcosa come dieci giorni, credevo di avere un flusso mestruale super abbondante. Un giorno, quando scoprii i Tampax, mi sentii la persona più felice sulla faccia della Terra, perché finalmente potevo mettere le mutandine leggere (e non i mutandoni da ciclo) e gli shorts. Ovviamente il dolore non accennava a diminuire, ma almeno provavo un fastidio in meno.

Una sera estiva, il canale tv Real Time trasmise una puntata di Malattie Imbarazzanti in cui alcune ragazze erano state selezionate per monitorare le proprie mestruazioni misurandone gli ml usando questo strano dispositivo di gomma a forma di bicchiere graduato. Ciò serviva a dimostrare quanto le ragazze avessero un’idea sbagliata della quantità di sangue mestruale che viene perso appunto durante una mestruazione. Venne chiesto loro “Secondo te quanto sangue perdi durante un periodo mestruale?” e alcune di loro rispondevano “Non saprei… Un litro?”. Mi ritrovai molto presa dall’argomento, però, una volta terminata la puntata di Malattie Imbarazzanti non ho più ricercato nulla a riguardo.PhotoGrid_1420562166827

Quando ero più o meno al quarto anno di superiori, Fb ha iniziato a mostrarmi post sponsorizzati della Fleurcup – coppetta che, paradossalmente, ancora non ho mai provato – e dalle immagini ho subito riconosciuto che si trattava di quell’aggeggio di gomma mostrato in Malattie Imbarazzanti! Ho spulciato il sito, ho scoperto che quella cosa non costava molto, che aveva diverse misure e colorazioni. Ho scoperto che si chiamava “coppetta mestruale”. Da lì ho preso a spulciare Google, a informarmi e a trovare molte aziende produttrici, tipo MeLuna, MoonCup.
meluna-all-2Non trovando molte informazioni, mi sono confrontata con le mie compagne di scuola, le quali erano per la maggior parte scioccate da ciò che stavo raccontando. Gira e rigira, mi sono innamorata delle promesse avanzate dal sito della MeLuna, affascinata da tutti quei colori e da tutti quei sistemi di recupero. Così ho fatto lì il primo acquisto, orientandomi per una coppetta piccolissima e morbidissima perché avevo delle mestruazioni estremamente dolorose, che mi costringevano ad assentarmi da scuola anche per tre-quattro giorni e ad assumere farmaci, tipo la Tachipirina.

I miei obiettivi erano: sentire di meno il dolore al basso ventre e provare minor fastidio dovuto agli assorbentoni. Non conoscevo né tantomeno valutavo ancora aspetti come ecologia, economia, igiene. La mia prima esperienza con la coppetta mestruale è stata pessima: dopo pochissime ore dall’averla indossata mi ritrovavo a macchiare qualsiasi cosa passasse al di sotto del mio utero, sembrava che la coppetta non esistesse. In pochi mesi ho riposto la MeLuna nel sacchettino, il sacchettino in un cassetto e tutto ciò nel dimenticatoio della mia mente.

 

Ho continuato a fare uso di assorbenti-materasso a casa e a scuola. Ho iniziato a curare la mia dismenorrea, ma tutto ciò non diminuiva i fastidi legati al dolore, al calore e alla follicolite che nel frattempo aveva iniziato a dilaniarmi l’inguine. La follicolite mi ha lasciato piaghe come macchie nere dovute a supermega cisti eterne che non guarivano mai, cicatrici, peli incarniti che tuttora faticano a venir fuori (dico io, cosa nascete a fare se non riuscite a venir fuori???), morte di bulbi piliferi, tratti di pelle indurita e scura che si vedono anche al di fuori degli slip (problematico, visto che vivo sulla costa del Lazio e da maggio a ottobre si frequentano le spiagge).

Una volta data la maturità, internet ha ricominciato a farmi sfilare sotto al naso immagini di coppette mestruali, recensioni, esperienze positive che parlavano finalmente di concetti come ecologia o “la coppetta non ti irrita la pelle”. yuukiHo scoperto che le coppette morbide non sono adatte alle ragazze giovani, anzi, le ragazze giovani hanno tendenzialmente un pavimento pelvico super tonico che disintegra le coppette morbide. Per questo le ragazze giovani necessitano di coppette dure. Ecco perché la MeLuna soft sembrava inesistente!

Google, ricerca, “coppette dure”, risultati: Yuuki. La mia seconda coppetta è stata una Yuuki Economic, fighissima perché era dura, bianca trasparente, aveva il sacchetto e anche lo sterilizzatore da microonde! Tutto a circa 20€. Mi sentivo la ragazza più felice del mondo, non vedevo l’ora di riprovarci e di affrontare l’estate da persona nuova! Con la coppetta ci sono stata a casa, ci sono uscita, ci sono andata al mare, ci ho fatto esperienza sulle moto d’acqua. _20140628_014912Però non ero mai soddisfatta al 100%: spesso ricadevo nel tranello degli assorbenti perché comunque continuavo ad avere macchie sugli slip, a dover svuotare spesso la coppetta e, non essendo abituata, tutto il procedimento sfila-lava-infila mi sembrava difficile e lungo. Gli assorbenti erano più semplici.

E così continuava il mio problema di follicolite, di cisti, di brufoli che rendevano la mia zona bikini inguardabile e imbarazzante. Avendo provato la semi-serenità, la freschezza, la libertà che mi dava la coppetta, anche se non ero soddisfatta per via delle macchie, non ero soddisfatta nemmeno di essere costretta a far fronte agli assorbenti a ogni ciclo.istruzioni_yuuki_infuser

A fondazione inoltrata di questo blog, ho visto video review di altre coppette, ma non volevo spendere altri soldi. Molte youtuber mi avevano messo la pulce nell’orecchio, perché dicevano spesso “questa coppetta mi è stata inviata per essere provata”… Non capivo come mai le aziende produttrici di coppette chiamassero ragazzine a caso per testare un prodotto che doveva essere rilasciato poi al pubblico. “Magari telefonano a casa per cercare soggetti interessati ai test”, pensavo. Fu così che un giorno ho trovato su FB una ragazza che diceva che aveva fondato un canale Youtube appositamente per recensire coppette (hobby che non era continuato nel tempo), e le aziende produttrici gliele inviavano per fargliele recensire.

 

Da quel momento, posso finalmente dire, di essere diventata quella che sono ora: qualcuno mi aveva aperto gli occhi su cosa mi piaceva fare. Avendo già un blog avviato, in cui parlavo di rimedi naturali, avevo tutte le carte in regola per recensire anch’io, sia coppette che altri generi di articoli. Ho iniziato a contattare aziende a fine 2014 e ho ottenuto tantissimi riscontri.

Ho iniziato a registrare le cosiddette recensi-coppette, ho trascorso un intero anno (2015) SENZA UTILIZZARE MAI NEMMENO UN ASSORBENTE (se non i discreti salvaslip, che comunque non mancheranno mai nei miei beauty case, perché, coppetta o non coppetta, l’ovulazione ce l’abbiamo tutte…), e, oggi, col senno di poi, posso finalmente dire che senza l’uso degli assorbenti, il mio inguine ha trovato la pace dei sensi.

Sono sempre e comunque predisposta alla follicolite, infatti facendo uso mensile di cerette, ma anche di mutande e jeans, i peli faticano a venir fuori, sono deboli e ancora non capisco perché cazzarola non si arrendano, eh. PERÒ non si sono più formati brufoli né cisti, anzi, le zone di pelle “nera”, in cui le cisti si erano sgonfiate, sono rimaste vuote, come se mi avessero asportato una parte di cute. Ho scoperto, armeggiando, che in quelle zone critiche era rimasto del sebo che si è lasciato facilmente tirare via, liberandomi completamente da quei fastidi. I follicoli non sono più rossi o violacei, non sono più irritati né si infiammano tanto come quando accadeva con gli assorbenti. Dopo un anno e mezzo dall’abbandono definitivo posso dire di aver visto la luce in fondo al tunnel.

Senza parlare del fatto che ormai a 22 anni credo che il mio feedback ormonale abbia smesso di fare su e giù come un otto volante, e quindi i dolori mestruali si sono attenuati, per non dire, esagerando, che sono quasi spariti. Non soffro più di mal di testa, nausea, mal di pancia e tutte quelle cose che, anni fa, mi aspettavano dietro l’angolo ogni 20 giorni circa. Il periodo mestruale si è abbreviato e il ciclo in generale si è regolarizzato.

Sono stata fortunata ad aver scoperto la coppetta mestruale proprio in quell’epoca della mia crescita, perché oggi posso dire che ho risolto finalmente almeno due dei miei problemi più grandi: fastidio e dolore.

 

È per questo che quando mi sentite parlare di coppette mestruali mi vedete emozionata o infervorata: senza che sto a sottolineare il fatto che le mestruazioni erano diventate un incubo, la coppetta è stata la mia salvezza.
Oggi mi muovo per farla conoscere in maniera del tutto disinteressata, perché questi sono concetti che colpiscono noi donne in maniera del tutto casuale, come quella puntata di Malattie Imbarazzanti. È molto probabile che nessuna di voi vedrà mai la pubblicità in TV della coppetta mestruale, a meno che, certo, i tempi non cambino drasticamente (cosa che sta comunque accadendo, calcolando quanto sono cambiati negli ultimi 5-6 anni). È molto probabile che nessuna di voi veda la coppetta come una soluzione ai propri problemi dermatologici o fisici, però dovete almeno pensarci.
Dovete informarvi attivamente per scoprire se questo dispositivo può essere una adeguata soluzione anche per i vostri problemi.

In questo blog, ormai, potrete trovare centomila articoli a riguardo. C’è l’introduzione, come funziona, come si usa e ci sono almeno 15 recensioni di marche diverse. Ora c’è anche, finalmente, la mia esperienza.coppetta

 

Spero davvero di poter aiutare, grazie alla mia opinione, qualcuna di voi, qualcuna delle vostre fidanzate, mogli, amiche, sorelle.
Non bisogna sottovalutare la necessità che noi donne abbiamo di tutelare lo stato di salute e benessere delle nostre zone private. Dico così perché so per certo che molte si sentono a disagio anche solo nello spiegare i propri problemi a un’altra donna. Questo è sbagliato.

Grazie per avermi fatto visita ancora una volta 🙂
Spero di rivedervi ancora. <3

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