Tutto quel che c’è da sapere sull’henné

Ultimamente sul gruppo FB che amministro a tema capelli, Navicella d’Avorio, è stata richiesta spesso una sorta di manuale del principiante a tema henné: dove si compra, cos’è, come si prepara, serve il risciacquo acido… Rispondo qui!

Buongiorno! Ecco a voi una guida per tutti i dilettanti allo sbaraglio con l’henné. Parliamo nello specifico di henné rosso, perché, innanzitutto, bisogna sapere che l’unico vero “henné” è quello rosso. Vorrei arrivare subito al sodo, senza divagare nell’introduzione perché l’argomento è molto ampio.

 

L’henné, come vi avevo già spiegato in un articolo singolo, è una polvere derivante da una pianta sminuzzata (quindi non è un argilla, una radice, un minerale ecc). Questa pianta si chiama Lawsonia Inermis e viene coltivata in zone del nord Africa come Marocco, Egitto, ma anche Pakistan e India.

Possiamo già fare una distinzione sul tono verso cui vireranno gli henné in base a dove sono stati coltivati. Gli henné rossi provenienti da Marocco ed Egitto tenderanno ad assumere sui capelli un colorìto rosso caldo, ramato (che colora sul biondo di color carota. Al contrario, gli henné provenienti da Pakistan e India assumono invece un colore più freddo, simile al rosso scuro delle ciliegie.

wpid-wp-1438629589402.jpegAlcune marche originarie di queste zone sono: per un colore caldo Hennè Sahara Tazarine, che si trova in confezione sia gialla che verde; per un colore freddo Zarqa, Rashmi Mehandi, Top Op, Jamila, Zubeda. Sono anche molto economiche, il prezzo può variare da 1,50€ a 5€ per 100g. Quasi mai di più.

Dove troviamo questi henné? Bisogna ovviamente cercare rivenditori che si riforniscono direttamente dalle zone dirette interessate. Non trovate niente di meglio che un negozietto etnico come una macelleria marocchina, un alimentari pakistano, un fruttivendolo indiano ecc ecc. Questi venderanno un’immensa varietà di prodotti tipici oltre all’henné rosso, tra cui olio di cocco, acqua di rose, kit per tatuaggi ecc ecc. Non tutti i paesi però sono arricchiti da questi negozi, per questo bisogna ripiegare o su internet o sulle erboristerie.

Le erboristerie, senza nulla togliere, vendono spesso henné di qualità scadente, sabbioso oppure con aggiunte chimiche (vedasi Picramato di sodio). E soprattutto le erboriste sono molto poco informate, mi spiace dirlo. Io ho provato in passato alcuni degli henné più facilmente reperibili nelle erboristerie, come l’Erbamea color Mogano, oppure l’Himalaya rosso intenso. Questi purtroppo devono essere valutati attentamente perché purtroppo il Picramato di sodio fa reazione con le tinte chimiche e con le decolorazioni. Bisogna evitare quindi di fare una tinta chimica o una decolorazione PRIMA e anche DOPO l’uso di Picramato di sodio, in quanto questa sostanza resta a lungo sui capelli e il rischio di uscire coi capelli verdi è in agguato. Ovviamente non tutti gli henné da erboristeria contengono picramato, per questo è importante leggere l’inci.

Alternativa alle erboristerie sono le bioprofumerie, negozi di ecobio cosmesi che stanno spuntando come funghi (era ora, aggiungo) in quasi tutte le città italiane. Queste riescono a rivendere henné di qualità puri molto efficaci come quelli di Le Erbe di Janas, Khadì, ecc. Questi non saranno economici come quelli originari delle zone in cui si coltiva la Lawsonia, ma comunque non superano mai i 10€ per 100g.


Ok, una volta che l’avete acquistato bisogna sapere come prepararlo. Tutto dipende dalle vostre necessità, anzi, dalle necessità dei vostri capelli. Non abbiamo parlato delle qualità dell’henné però, che devono conoscersi, altrimenti ci ritroviamo a volerlo usare solo per moda.

Vi consiglio vivamente di scaricare e salvare questa tabella di Le Erbe di Janas nella memoria del vostro cellulare.

L’henné rosso, oltre a COLORARE DI ROSSO è un’erbetta lavante, ciò vuol dire che si può applicare sui capelli sporchi (e asciutti) e che dopo il risciacquo non servirà uno shampoo. A questo punto aggiungiamo che ha potere seboregolarizzante, quindi è consigliata per chi ha cute grassa come terapia. Per questo motivo può essere usato anche contro la forfora.

photogrid_1478174372736.jpgL’henné rosso ha una spiccata capacità di legarsi alla cheratina del capello e, come dico sempre, di tappare i buchi presenti nel fusto, legandosi non solo alla parte interna, ma anche alla parte esterna del capello stesso, creando un maggiore spessore e di conseguenza un maggiore volume.

Bisogna ricordarsi che il colore dato è permanente, e che quindi, sia nel caso siate biondi che nel caso siate mori, inevitabilmente, una volta smesso di usarlo, ci sarà una ricrescita più o meno evidente. Io che sono naturalmente castana non scura, quando non henno per diversi mesi non ho un evidente stacco di ricrescita. Una ragazza bionda avrà inevitabilmente la chioma color arancione e la ricrescita bionda e non c’è santo in paradiso che possa farla scaricare.

L’henné è una colorazione permanente che scarica di pochissimissimissimo, ma proprio minimo minimo minimo! Io vi sconsiglio vivamente di usarlo se avete voglia di cambiare spesso. Gli impacchi di oli possono aiutare a scaricare un pochino, ma mai del tutto.



Preparazione
. polveriInnanzitutto, l’henné si trova solo sottoforma di polvere. Non esistono in commercio henné già pronti, gelatinosi, trasparenti ecc. Per applicare questa polvere sulla testa c’è bisogno di renderla una fanghiglia cremosa. Per farlo c’è necessariamente bisogno di un liquido, che può essere semplice acqua, un infuso, un té, una tisana ecc. Ora, se usaste solo il liquido per mescolare l’henné, vi ritrovereste i capelli colorati, sì, ma stopposi, secchi, crespi e chi più ne ha più ne metta. Ecco a voi la ricetta base per fare un’henné fatto bene, con relative spiegazioni agli ingredienti. Anticipo che si può aggiungere qualsiasi cosa all’henné, che siano altre erbe o argille o ingredienti da frigorifero vari.

  • 100 g di polvere per capelli di media lunghezza (dalle spalle fino a metà schiena);
  • 1,5l di acqua calda (camomilla, tè ai frutti rossi, infuso di ibisco e così via);
  • 2 cucchiai di miele (che serve ad evitare l’effetto secchezza, perché è un ingrediente idratante);
  • 1 cucchiaio di limone, o aceto di mele, o acido citrico (assolutamente non di più, essendo sostanze acide riequilibrano il pH del capello, chiudendo le squame ed eliminando l’effetto crespo).

Va mescolato tutto energicamente insieme al fine di distruggere ed eliminare completamente i grumi. Il tutto deve somigliare alla consistenza della cioccolata calda. Vi svelo in questo articolo alcuni trucchetti imparati con l’esperienza per preparare questa poltiglia al meglio. Bisogna, per applicarlo, aspettare almeno che il liquido caldo sia diventato tiepido.

È arrivato il momento di DISQUISIRE a proposito dell’ossidazione, ovvero del dover lasciar riposare il liquido, oppure no. L’ossidazione serve a permettere al composto di rilasciare una grande quantità di colore, maggiore rispetto all’applicazione istantanea – subito successiva alla preparazione. Dicevo che qui c’è da DISQUISIRE perché la necessità o meno dell’ossidazione dipende da quanto tempo si ha intenzione di tenere in testa il composto.

wpid-wp-1438629546473.jpegEbbene, se uno ha intenzione di tenere il composto in testa per 2h si può optare per l’attesa che il composto abbia rilasciato la maggior quantità di particelle coloranti possibili.

Se uno ha intenzione di tenere l’henné in testa per 10-12h (io lo faccio), bisogna pensare che in quel tempo l’ossidazione può avvenire direttamente sulla testa.

Poi si può decidere pure di ossidare prima, anche se sono previsti tempi lunghi, oppure di non ossidare affatto anche se si vuole tenere il composto per poco tempo. Non tutti abbiamo bisogno di colorare molto, oppure non tutti sono abbastanza pazienti o hanno abbastanza tempo libero da dedicare alla preparazione di un composto che prevalentemente serve a tingere i capelli senza danneggiare. Il mio pensiero si rivolge prevalentemente ai/alle lavoratori/trici o alle mamme, nonne, ecc ecc.

Quindi, si può decidere di far ossidare o non ossidare il nostro henné.


 

L’applicazione non è propriamente assimilabile a quella di una normale tinta chimica. L’henné è molto più fangoso, corposo e pesante. Si può applicare con le mani (SEMPRE COI GUANTI, perché macchia da morire), che è il metodo più consigliato, oppure col classico pennello da tinta. Ci vorrà un pochino di tempo. L’ideale metodo per cospargere l’henné al meglio è quello di pensare di star glassando una torta.hen

L’henné macchia la pelle, come accennavo poco fa, di giallo o arancione molto marcati. È sempre consigliato l’uso dei guanti per evitare incomprensioni sul luogo di lavoro o coi vostri amici. Macchiando le mani si macchiano anche fronte, vestiti, lenzuola, federe, capelli, turbanti ecc ecc. Dovete ricordarvi quindi durante l’applicazione di tenervi almeno a 1mm lontani dalla pelle vicino all’attaccatura sulla fronte, sui lati della testa, dalle orecchie, sul collo e sulla nuca. Potete proteggere i contorni della fronte distribuendo in maniera grossolana una crema viso corposa che faccia da barriera.

Una volta applicato l’henné su tutta la chioma, dovete proteggere la testa avvolgendovi in un cappello di cellofan (intendo che dovete arrotolarvi la pellicola da cucina intorno alla testa fino a coprire tutte le parti dove potrebbe colare), oppure coprirvi con una cuffia da doccia molto stretta (che comunque è meno efficiente del cappello di cellofan fatto su misura da voi stessi).

Come dicevo prima, potete tenere la poltiglia in testa quanto volete, da un paio d’ore a una nottata intera. Dovete sapere che più l’henné sta in posa e più agisce, sia a livello di benefici sia a livello di colore.


Tenuto in testa l’henné per un paio d’ore o per una nottata intera, c’è ovviamente bisogno di lavarlo. Per lavare via l’henné dovete sapere che esiste ovviamente il rischio di sporcare! Io consiglio di mettervi nella vasca o nel lavandino e di non lavarlo via durante una tradizionale doccia. Per lo meno dovreste direzionare il getto d’acqua direttamente sui capelli, in modo che la fanghiglia che viene lavata via non coli sul vostro corpo, perché anche se trasportata dall’acqua riesce comunque a lasciare l’alone giallo.

L’henné intasa le tubature? Sì, questo pericolo esiste eccome. Fate attenzione, non usate lavandini che già faticano a risucchiare l’acqua. Sta a voi. Il problema deriva dal tipo di henné che state usando. Gli henné da erboristeria, sabbiosi, con aggiunte ecc, sono quelli più problematici. Gli henné con polvere più fine e pura si amalgamano bene col liquido e quindi vanno giù nello scarico che è un piacere.

L’henné va sciacquato con sola acqua. Dovete lavare via la polvere e la fanghiglia ben bene, fin quando l’acqua che scende non diventa completamente trasparente. Se continuano a scendere i granelli vuol dire che non avete sciacquato bene.

Non è necessario lo shampoo, perché quest’ultimo potrebbe lavare via anche il colore. In ogni caso essendo lavante non è fondamentale lavare ulteriormente. Quello che deve essere usato assolutamente è il balsamo. L’ideale sarebbe tenerlo in testa per almeno 10minuti. Il balsamo tenuto a lungo serve a idratare e a prevenire l’effetto secchezza post henné. Consiglio di pettinare i capelli adesso che avete il balsamo (sempre, anche nei classici lavaggi).

Una volta sciacquato il balsamo assicuratevi che non venga giù ulteriore acqua gialla (in quel caso continuate a sciacquare) e procedete al risciacquo acido, che serve a fissare il colore. Il risciacquo acido va fatto sempre, dopo tutti i lavaggi. Consiste nel versare sui capelli una soluzione di aceto di mele o limone (un cucchiaio) e acqua (mezzolitro). Asciugate i capelli con un asciugamano o un telo vecchio, perché anche in questo caso esiste il rischio di macchiare.

L’henné termina la sua ossidazione sui capelli dopo circa 3 o 4 giorni. È importante quindi che voi non facciate lo shampoo (o il cowash) e che attendiate che il colore vari fino a dopo il quarto giorno. Dicendo questo affermiamo che il colore non è definitivo appena asciughiamo i capelli, bensì continua a cambiare fino a pochi giorni dopo l’applicazione del composto. Il colore definitivo è quello che rimane dopo il quarto giorno. Spesso questa variazione è impercepibile, altre volte si manifesta in maniera più imponente.


A questo punto vorrete cercare di mantenere il colore a lungo. Ricordate che l’impacco di oli, come detto sopra, aiuta a far scaricare il colore, ma fa anche tanto bene! Un altro modo per mantenere il colore è essere costanti col risciacquo acido.capel

Stratificazione. Più fate l’henné e più il colore stratifica, e stratificando il capello diventa più forte, il colore più scuro e duro a morire 😛 questo vuol dire che non scaricherà mai più. Se il capello poi diventa più forte, diventa molto meno soggetto a sfibrarsi o a formare doppie punte. Vi svelo un segreto: le doppie punte, con la stratificazione, vengono anche mascherate! Mi spiego meglio: le doppie punte vengono nascoste dal capello spesso, si vedono di meno, non si allargano e non fanno spezzare i capelli. Purtroppo ci sono e voi le vedrete sempre, ve lo posso assicurare. E l’unico rimedio VERO alle doppie punte è la forbicina. 😀

Se invece avete fatto l’henné tenendolo poco in posa oppure non ha preso molto, è possibile che a lungo andare riusciate a farlo scaricare quasi del tutto.


L’henné indexpresenta molti riflessi. Al sole, alla finestra, alla luce artificiale, all’ombra… vedrete sempre sempre sempre un colore diverso. Tutto ciò è normale, non deve spaventare. Soprattutto se siete more, insomma. Vi ho lasciato nel frattempo, una dopo l’altra, due foto in cui sui miei capelli i riflessi sembrano prima violacei e poi ramati.

 

Ragazzi io credo non ci sia più nulla da dire. Spero di esservi stata d’aiuto e di aver elaborato una bibbia all’henné adeguata alle vostre esigenze e alle vostre curiosità.

Fatemi sapere se secondo voi c’è qualche altro argomento da affrontare e se non sono stata completa.

Ci vediamo nel prossimo articolo!

Grazie per esservi affidati a questo blog <3

 

P. S. Partecipate al giveaway in corso in questi giorni sulla pagina da me gestita Navicella d’Avorio!

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