Henné

Buonasera ragazze e ragazzi, veniamo al dunque: in questo post parleremo di henné. Più che altro vorrei passare in rassegna tutte le caratteristiche fondamentali.

Convenzionalmente noi parliamo di henné rosso, nero, biondo, castano e miscugli vari.
Invece l’henné “vero” è solo quello rosso.
Con più precisione l’henné deriva da foglie sminuzzate di piantine che, rispettivamente sono:
La lawsonia per il rosso,
L’indigofera tinctoria per il nero (in realtà sul capello bianco colora di blu)
E infine la cassia (obovata o italica) per il neutro.
Le altre colorazioni di cui sentite parlare sono più che altro miscugli di più erbe tintorie.

  • LA LAWSONIA

L’henné rosso, sul capello bianco colora esattamente di rosso irlandese: una nonna coi capelli completamente bianchi si trasforma in un bel pel di carota :p ; Sul biondo, la lawsonia dà un bel colorito ramato, sul biondo scuro darà un rame più scuro, sul castano un mogano e sui capelli relativamente più scuri si otterranno dei riflessi ramati solo al sole.
Bisogna specificare che l’henné rosso NON schiarisce.
Oltre al colore, altri benefici della lawsonia sono le capacità di sgrassare la cute, ristrutturare il capello, renderlo lucido, nutrirlo e, ascoltate bene, renderlo più spesso!

  • LA CASSIA

Come per la lawsonia, anche per la cassia possiamo parlare di quel genere di effetti: ispessimento del capello, nutrimento, lucidità MA NON di colore.
La cassia infatti è definita henné neutro. Essa può dare un riflesso biondo solo se fatta ossidare (più avanti parleremo di questo aspetto).

  • L’INDIGOFERA TINCTORIA

Detta anche semplicemente indigo, colora di blu sul capello bianco. Questo, a differenza delle due tinture precedenti, lavora in ambiente basico, per questo non ispessisce il capello, ma le frequenti applicazioni danno un adorabile colore nero-blu.

-> OSSIDAZIONE
La lawsonia necessita di ossidazione per rilasciare il colore, e ciò avviene con una sostanza acida che può essere limone, aceto di mele, arance, mandarini e chi più ne ha più ne metta. Poi è a discrezione della persona la preferenza di far ossidare il pappone direttamente in testa o prima in una scodella.
Io uso la lawsonia ogni due mesi circa, la preparo in serata e la lascio ossidare una notte. Poi ho scoperto un trucco: prima di applicare in giornata congelo e poi lascio scongelare la poltiglia in modo tale da far virare il colore verso un rosso un po più freddo(ciliegia) anziché caldo(carota).
La cassia necessita di ossidazione con sostanze acide solo nel caso in cui si voglia far riflessare di biondo. Altrimenti si può applicare mescolata semplicemente ad acqua o tè, come tutte le altre d’altronde.
È proprio la caratteristica dell’acidità che ispessisce il capello (il capello ha un pH di 3,5).
Per questo motivo, l’indigo, lavorando in ambiente basico, non dà questo beneficio.

Spero di avervi chiarito le idee e di avervi convinte ad approcciarvi un po’ a questo antichissimo metodo per la tintura dei capelli.

A presto, vi saluto con la foto della mia cena lunga un metro :p

 

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